Lungo la costa provenzale del Mediterraneo, a gennaio e febbraio si svolgono le oursinades, le sagre dei ricci di mare.

Il nome deriva dal termine francese “oursin”, che significa appunto riccio di mare.

Lungo la costa provenzale del Mediterraneo, gennaio e ancor più febbraio sono i mesi in cui si svolgono le oursinades, le sagre dei ricci di mare. Il nome deriva dal termine francese “oursin”, che significa appunto il riccio. Un’altra denominazione molto diffusa è châtaigne de mer, data la netta somiglianza del riccio con la castagna autunnale.
L’esterno dei ricci di mare consiste in un guscio irto di aculei; mentre all’interno c’è un cuore di rara bontà. E grazie al color corallo, questo prodotto viene definito “corallo del Mediterraneo”.
Il riccio di mare non si pesca: si stacca dalle rocce, in genere con un coltello, facendo attenzione a non danneggiare né il guscio, né lo scoglio al quale l’animale è poggiato. La raccolta è consentita da novembre ad aprile ed esiste una quantità massima giornaliera individuale che non si può superare.
La regolamentazione ha per obiettivo la conservazione della specie.
Le oursinades di Fos-sur-Mer e Sausset-les-Pins sono considerate dei classici di stagione dagli amatori di questo cibo tenero e gustoso.
Ma le oursinades più frequentate sono quelle di Carry-le-Rouet, la località costiera che già nel 1960 istituì la “Giornata del riccio di mare” e che intorno al 1970 ribattezzò febbraio “Il mese dei ricci di mare”.
Ma le oursinades sono prima di tutto una festa, per cui non mancano, insieme ai ricci, animazioni musicali, balli e bancarelle di prodotti artigianali.
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